Azienda agricola di Vincenzo Firrantello: l’amore per il territorio, il rispetto per la natura e la tradizione

Rispetto per la tradizione, sacrifici e amore per la terra: sono tutti ingredienti  che Vincenzo Firrantello, agricoltore di Caccamo, conosce bene e che ne ha fatto la sua chiave di successo, trasformando un’attività a conduzione familiare in una grande azienda. Un’attività che si tramanda da generazioni. Oggi Vincenzo porta avanti il lavoro che era stato iniziato dal suo bisnonno. Tutto è cominciato con l’acquisto di un terreno di circa 20 ettari, in un luogo splendido della Sicilia: la valle a ridosso degli argini del fiume Torto, a Caccamo (Palermo). È qui che nel 1900 il bisnonno materno di Vincenzo acquistò il terreno agricolo. Poi ereditato dai tre figli e diviso quindi in tre lotti. Un lotto andò in eredità alla mamma di Vincenzo e suo padre decise di continuare l’attività del suocero con l’aiuto di Vincenzo che nel frattempo aveva  completato gli studi. Da qui la voglia del giovane di portare avanti l’attività coltivando il terreno con grano antico.

Grano varietà Maiorca

Vincenzo quando ha cominciato la sua attività?

Ho iniziato dopo le scuole superiori. Ho preso il diploma al liceo scientifico e poi l’amore per la terra mi ha portato a continuare il lavoro intrapreso da mio padre. Quando mi sono sposato nel 1999, ho comprato un altro terreno confinante con quello di mio padre. In tutto circa 10 ettari di terreno.  Il faticoso lavoro di campagna non mi permetteva però di mantenere  la mia famiglia che, nel frattempo, era cresciuta con l’arrivo di due figlie femmine. Da qui decisi a malincuore di andare a lavorare in fabbrica. Una decisione che mi è pesata molto. Mi sentivo un leone in gabbia e stavo impazzendo chiuso lì in fabbrica. Poi  – dopo dieci anni – la fabbrica è fallita. Da quel momento sono ritornato nella mia amata terra e ho ritrovato la mia serenità nella coltivazione del grano antico.

Cosa è successo dopo?

Grazie ad internet, una sera, ho ascoltato un’intervista di un uomo che aveva le mie stesse passioni per la terra e le mie stesse idee. Si trattava della presentazione di un’associazione di contadini, Simenza, che si occupava di seminare grani antichi per contrastare il sistema marcio del grano, che impoveriva tutti gli agricoltori siciliani anno dopo anno. Così ho deciso di contattarli per capire meglio di cosa si trattava.

 

Grano varietà Perciasacchi

Cos’è di preciso Simenza e quando è nata?

Simenza è un’associazione di contadini nata a febbraio del 2016 con lo scopo di difendere il prezioso patrimonio della nostra amata Sicilia: la biodiversità. Formano l’associazione gli ortolani, gli allevatori, chi si dedica alla coltivazione di cereali, chi a quella di legumi. Poi ci sono il mugnaio, i panificatori e tutti con lo stesso scopo e cioè quello di difendere e valorizzare i prodotti locali. Si tratta di una bella realtà, di cui fanno parte circa 150 contadini di tutta la Sicilia e oggi ne faccio parte pure io.

Pane ottenuto con farina di Grano Perciasacchi

L’azienda è specializzata nella coltivazione di grano antico. Può spiegarmi di quale grano si tratta?

Coltivo il grano antico, sì. Tra le varietà ci sono: il tipo Perciasacchi, quello Russello, il Timilia e poi il grano tenero Maiorca. Quest’anno invece ho seminato anche il farro monococco. Tornando alle tipologie di grano, la Timilia – ad esempio – è un grano che ha un ciclo breve: circa tre mesi e va seminato a marzo, dopo aver erpicato più volte il terreno dall’erbaccia. È un metodo che si chiama falsa semina. Gli altri tipi di grano vanno seminati intorno alla fine di gennaio. Questo grano che spicca in altezza riesce a scacciare le erbacce e ciò permette di non fare il diserbo chimico. È un grano che si adatta bene al terreno siciliano dove per evitare concimazione chimiche viene fatta una rotazione con colture leguminose, che rilasciano la giusta dose di azoto per la semina successiva. Le rese non sono alte, si aggirano intorno ai 20 quintali per ettaro ed anche meno, proprio perché non sono geneticamente modificati. Dopo uno stoccaggio in azienda, il grano viene trasferito in piccole quantità in un mulino a pietra, dove si ottiene una farina integra. Grazie poi alla collaborazione di altre aziende provviste di laboratori artigianali, dalla farina si ottiene una pasta integrale trafilata a bronzo ed essiccata lentamente.

Busiate di farina Senatore Cappelli

Il grano Maiorca invece?

Il grano Maiorca è quel tipo di grano che veniva utilizzato anticamente dai nonni per fare i tipici dolci natalizi. Grazie a questa farina, in collaborazione con un’altra azienda, abbiamo ottenuto dei biscotti molto buoni senza lo strutto e fatti con olio extra vergine di oliva.

Insomma adesso – dopo tanti sacrifici – ha raggiunto il suo obiettivo?

Sì, ho raggiunto l’obiettivo che mi ero prefissato, cioè quello di portare sulla mia tavola il frutto di tanti sacrifici. Non è stato facile, ma ci sono riuscito. Grazie anche alla collaborazione di mia moglie.

Altragamma ringrazia Vincenzo Firrantello per l’intervista.

Tutte le immagini sono di sua proprietà.

Ecco il link della sua pagina Facebook: https://www.facebook.com/Azienda-Agricola-Firrantello-282181085648209/

 

 

 

 

 

 

 

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