Azienda Agricola FaBio: insegnare ai nostri figli l’amore per quello che ci circonda

La Sicilia continua a stupirci per la ricchezza dei suoi territori, per la qualità dei prodotti e, soprattutto, delle persone che si dedicano, anima e corpo, alla difesa di un patrimonio unico. Siamo all’interno del territorio del Parco dei Nebrodi, a Cesarò un piccolo borgo di poco più di duemila abitanti situato a oltre mille metri sul livello del mare e la storia che vi vogliamo raccontare è quella di un’azienda agricola, a vocazione zootecnica, che ci propone dei prodotti fatti a latte crudo munto da animali allevati allo stato semibrado.

Capre razza Argentana dell’Etna

Il pullman percorre la strada che conduce i ragazzi a scuola, uno di questi ha lo sguardo proiettato verso l’esterno, perlustra la campagna intorno, immaginando i momenti di libertà che potrà vivere dopo il rientro a casa. Questa è l’immagine che mi è venuta alla mente durante la lunga chiacchierata fatta con il protagonista della storia di oggi, Massimo Fabio, titolare della omonima Azienda Zootecnica FaBio. Proprio coì, quel bambino era lui…qualche anno fa! Nel cognome quasi un presagio di quello che sarà la sua vita da adulto, all’insegna di una produzione naturale e rispettosa dell’ambiente. Massimo è un allevatore di capre razza autoctona Argentata dell’Etna, un animale rustico che ben si adatta al territorio e che conta una popolazione di circa duemila elementi in tutta la Sicilia, e di vacche di razza Modicana, un vero vanto per la zootecnia della regione anche se in via di estinzione. Alleva anche pecore per la produzione di agnelli.

Vacche di razza Modicana al pascolo

Come accennato più sopra, la scuola per lui ha rappresentato un passaggio obbligato, si è diplomato in agraria, benché la sua mente è veramente libera quando è all’aperto con i suoi animali o con le mani nel siero del latte. Una scelta dettata da una passione intima per la natura e la campagna che lo porta, dopo il diploma, a occuparsi a pieno dell’azienda di famiglia. Un’azienda che segue il duro lavoro di papà Giacomo e di mamma Rosalina, che negli anni hanno impegnato tutte le loro forze nella realizzazione di quest’attività. La voce di Massimo si fa più morbida quando parla delle sue gemelline, Rosa e Grazia, alle quali sta cercando di tramandare, anche grazie all’aiuto della moglie Beatrice, questa passione per la natura: “abbiamo il dovere, perché dipende soprattutto da noi genitori, di insegnare ai nostri figli l’amore per quello che ci circonda. La pace che da la campagna, quella capacità di allontanarci da uno stress sempre più stringente, è vitale… anche se a dire il vero la burocrazia, sempre più asfissiante, controbilancia questo rilassamento” ci dice alla fine della frase cambiando tono.

Massimo Fabio con le sue gemelle

Questa passione per i suoi prodotti lo spinge a seguire anche i mutamenti di un contesto agricolo che ha sempre più bisogno di stare al passo con i tempi: “nel 2007 ho deciso di aprire il caseificio per trasformare il latte dei miei animali, perché non aveva senso produrre latte di capra da vendere a 40 centesimi al litro. Il costo della sola mungitura di una capra, che al massimo ti da due litri di latte, avrebbe annientato sul nascere qualsiasi possibilità di far sopravvivere un allevamento”. Come non dare ragione a Massimo, d’altronde quel che è successo in Sardegna ha riportato agli onori della cronaca la fragilità di una filiera dell’allevamento che non contempla la parte di trasformazione. Con il caseificio, nonostante l’aggravio di burocrazia risultato di questa scelta, Massimo ha avuto la possibilità di rendere sostenibile la sua azienda, ma ha anche dato sfogo alla sua creatività. Una creatività che lo spinge a lavorare il suo latte in maniera “diversa” ci dice: “Quando le persone assaggiano i miei prodotti si accorgono della differenza che c’è rispetto, ad esempio, a un caciocavallo prodotto seguendo una procedura che possiamo intendere base. Il segreto è quello di aver trovato la giusta formula per realizzare prodotti che hanno sapori unici e che diano una sensazione al palato inconfondibile”.

Provola 90% latte di vacca e 10% latte di capra

Ed effettivamente uno dei prodotti che ho avuto il piacere di assaggiare, la provola 90% latte di vacca e 10% latte di capra, ha riportato alla mia mente i sapori di un tempo: una pasta che all’inizio solletica il palato, per via di un leggero pizzico che propone la parte caprina ma che in pochi secondi diventa un velluto capace di addolcire e in grado di appagare il gusto. Un formaggio che, letteralmente, si scoglie in bocca! Devo dire che in compagnia di una salsiccia piccante calabrese, rigorosamente fatta in casa, e del pane fatto con grani antichi da Mulinum a San Floro, diventa davvero un viaggio dei sensi.

Provola FaBio, Pane Brunetto Mulinum e salsiccia calabrese fatta in casa

“La mia soddisfazione è grandissima e ricevo una spinta enorme quando vedo le reazioni delle persone che assaggiano i miei prodotti” ci dice Massimo quando ci apprestiamo a parlare dei suoi prodotti innovativi.

Caciocavallo al cioccolato fondente

A quelli di base, si aggiungono infatti moltissimi prodotti frutto dell’estro del nostro casaro, che reinterpreta i suoi formaggi innestando al loro interno sia elementi della tradizione siciliana, quali il pistacchio di Bronte di cui vi abbiamo parlato qualche mese fa e che dà vita alla ricotta di capra al pistacchio, che elementi all’apparenza lontani ma che ben si combinano con il prodotto base, come ad esempio la ricotta al cioccolato fondente. E la lista si allunga se inseriamo anche il caciocavallo con limone, con le noci, al pepe rosso e con olive verdi.

Caciocavallo con limone, con le noci, al pepe rosso e con olive verdi.

Oggi Massimo produce otto mesi su dodici, in quanto gli animali si riposano da Ottobre a Giugno, circa 200 litri di latte al giorno che viene destinato alla produzione dei formaggi: “non riesco a fare stagionato perché i prodotti li vendo freschi e perché lavoro solo con il mio latte”, ci dice, una scelta dettata dalla volontà di non tradire l’impegno che ha preso con i clienti, persone che hanno a cuore e percepiscono la qualità del suo prodotto. I suoi clienti quindi sono appassionati del territorio e hanno stabilito con l’azienda rapporti duraturi e improntati sulla fiducia, tra questi anche pizzerie in Francia e Germania che hanno scelto di guarnire le loro pizze con i prodotti di Massimo.

Visita guidata con degustazione al caseificio

 

All’interno dell’azienda Agricola FaBio, vengono organizzate degustazioni e visite guidate al caseificio perché, come detto, per Massimo è importante fare cultura del prodotto locale e avere momenti dedicati alle persone che vogliono ristabilire una connessione con il territorio. Chiaramente vi svelerà tutto …. ma non i suoi segreti di casaro!

 

Grazie Massimo, grazie Azienda Agricola FaBio, grazie Cesarò!

Le immagini inserite nell’articolo, ad eccezione della quarta e della quinta, sono di proprietà dell’azienda Agricola FaBio.

 

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