L’Italia che sta scomparendo, il dramma dello spopolamento dei piccoli paesi

italia ghost town

Essendo uno dei Paesi più affascinanti del globo, l’Italia sembra avere sempre gli occhi dell’opinione pubblica mondiale addosso. Tutti conoscono le bellezze della nostra Penisola, dalla magnificenza della Capitale al fascino sontuoso delle città d’arte, per non parlare dell’aspetto cosmopolita di Milano, del fascino gotico di Torino, della luminosità delle città del Meridione e molto altro ancora. Si potrebbe andare avanti per ore a elencare i luoghi colmi d’interesse presenti nella nostra Nazione.

Il team di Altragamma vuole però porre l’attenzione sull’Italia spesso dimenticata, ovvero l’insieme di quelle piccole realtà che sembrano essere proiettate verso un inesorabile declino.

L’Italia di cui non si parla

C’è dunque anche un’altra Italia, diversa da quella tanto pubblicizzata e conosciuta in tutto il mondo. I motivi per questa clamorosa dimenticanza sono tanti, dalla malapolitica alla mancanza di opportunità, per tacere delle calamità naturali che spesso incidono fortemente sul’abbandono di una zona. In Italia vi è un’enorme realtà rappresentata dai piccoli paesi abbandonati, zone ricche di fascino ma che un beffardo destino sta condannando all’oblio.

Alcune di queste piccole realtà, ormai dimenticate, vengono anche definite città fantasma, un nome evocativo che aiuta ad amplificare l’aura di fascino che il nostro Paese custodisce così gelosemente. Abbandonati nel corso dei decenni, per disparati  motivi, innumerevoli sono i paesi che sono andati via via spopolandosi, arrivando addirittura alla cancellazione dalle mappa geografica, anche la più precisa.

Un vero e proprio delitto, se vogliamo dirla in maniera netta! I piccoli borghi italiani hanno la capacità di raccontare tanto delle nostre tradizioni più radicate, manifestando in quieto silenzio il susseguirsi di avventimenti in secoli di vicende umane, con tutti i cambiamenti politici, dominazioni straniere e battaglie che si sono susseguite. Un carico di Storia che poche altre Nazioni possono vantare e che, sebbene a una prima occhiata possa sembrare un sapere ormai inutile ai fini pratici della modernità, rappresenta ancora oggi la più vera e genuina manifestazione di quello che l’Italia è.

Quante sono le ghost town in Italia

Diciamo subito che è complesso poter realmente quantificare quanti sono i paesi fantasma in giro per lo Stivale, visto che tanti di essi stanno scomparendo dalle mappe geografiche dell’Italia, definendo così la propria fine.

Secondo alcuni dati, un numero approssimativo delle ghost town italiane potrebbe aggirarsi intorno ad alcune migliaia. Una cifra importante e, di per sé, spaventosa.

Come detto, difficile dire quanti possano essere davvero i piccoli comuni ormai abbandonati. Quel che è certo, è che queste realtà dimenticate contengono alcuni aspetti tipici dell’italianità e della genuinità di un intero popolo, fornendo prove eccezionali di usanze e tradizioni di un passato neanche troppo lontano.

Si potrebbe sostenere che lo spopolamento dei piccoli centri urbani non è solo un fenomeno contemporaneo, ma l’intera storia della civiltà è fatta di migrazioni da minuscole realtà rurali verso centri urbani più evoluti. Una considerazione giusta, ma che comunque si drammatizza nell’attualità se teniamo in conto dei ritmi con il quale si stanno spopolando i paesini.

Un vorticoso aumento che mette a serio rischio la tenuta (e l’esistenza stessa) delle tradizioni del popolo italiano.

Girovagando per il web si possono trovare diversi siti in cui vengono fornite delle idee in merito alla presenza di queste zone ormai abbandonate. Esiste addirittura un portale su cui sono elencati tanti di questi luoghi dimenticati dagli italiani, suddivisi per regione e con immagini e descrizioni di ognuno di esso.

Scopri le particolarità dei paesi fantasma d’Italia.

I motivi di un lento declino non irreversibile

Tante possono essere le motivazioni dell’abbandono dei piccoli comuni in giro per l’Italia. Come non citare, per esempio, la crescita demografica degli ultimi decenni con il conseguente aumento della domanda di lavoro?! Questa grande richiesta ha spinto le persone, in particolar modo i giovani, a trasferirsi nelle grandi città, in cerca di posti di lavoro con il quale poter costruire il proprio destino.

L’assenza di lavoro e le calamità naturali (terremoti e alluvioni) sono le cause principali che hanno portato al declino, e al successivo abbandono, di piccoli borghi e paesini su e giù per lo Stivale, da Nord a Sud.

In una società sempre più incentrata verso lo sviluppo tecnologico e digitale, le antiche tradizioni finiscono nel dimenticatoio, tirate fuori solo per occasionali nostalgici amarcord per descrivere chi eravamo e chi non siamo più.

Se però andiamo a vedere la realtà dei fatti, si scopre che l’agricoltura è ancora un tassello fondamentale nell’economia nazionale italiana, con la produzione agricola in crescita di quasi il 2% (come si evince dai dati ISTAT).

Cosa ci comunicano questi dati? Che forse c’è ancora una speranza per i piccoli comuni abbandonati.

Un ruolo chiave lo recitano proprio le aziende agricole, in particolar modo quelle a gestione familiare che puntano sulla genuinità dei prodotti e sui metodi di produzione di un tempo. È attraverso il lavoro di questi artigiani che territori ormai abbandonati possono ritrovare riscatto, mettendo in mostra quel comparto di tradizioni che hanno permesso all’Italia di diventare ciò che è.

Si può dunque affermare che, nonostante la situazione sempre più drammatica di innumerevoli paesini su e giù per l’Italia, esiste ancora la possibilità di salvare questo patrimonio nazionale. Ci auguriamo che chi di dovere possa prendere di petto la situazione, aiutando e sostenendo un grande lavoro di riqualificazione delle zone colpite dall’abbandono e agevolando i piccoli produttori agricoli che, con il proprio lavoro quotidiano, possono essere gli attori protagonisti di quello che sarebbe un salvataggio quasi miracoloso vista la situazione attuale.

Per fortuna, le nuove tendenze vengono in aiuto dei piccoli comuni ormai dimenticati. Continua con la lettura e scopri perché c’è ancora speranza per i paesi fantasma italiani.

Perché è importante salvare i piccoli comuni

Un patrimonioo culturale ormai perduto, figlio di un tempo che la modernità sembra voler celare agli occhi di individui troppo impegnati tra lavoro stressante e selfie in palestra.

Tutto finito? Per fortuna, grazie al lavoro di alcuni le cose non sembrano ancora essere così catastrofiche. Esistono infatti diverse associazioni, come il Club dei Borghi più belli d’Italia (nato nel 2001 da un’iniziativa della Consulta del Turismo dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani), che tentano in tutti i modi di non far morire questi centri urbani che rappresentano molto più che un insieme di vecchie costruzioni ormai in disuso.

I cosiddetti paesi fantasma sono manifestazioni di ciò che l’Italia era ed è, almeno nel suo profondo. Una Nazione non può dimenticare da dove viene, non può permettersi di cancellare la propria storia, pena sarebbe le perdita definitiva della propria identità nazionale. L’Italia, dunque, è anche questo insieme di paesi ormai spopolati ma che possono ancora insegnarci tanto su ciò che siamo, da dove veniamo, da quali tradizioni hanno preso vita i nostri valori e il nostro stile di vita.

Come recuperare queste zone dimenticate

Arte, cultura, salvaguardia delle tradizioni, mantenimento della propria essenza. Il recupero dei paesi fantasma è indispensabile proprio per questa serie di motivi, ma c’è anche un aspetto più materiale: il turismo.

Il 2019 appena iniziato è l’anno di una nuova tendenza di viaggio definita turismo lento, che vede le persone in cerca di luoghi dimenticati per passare vacanze diverse, all’insegna del relax e della profonda (e reale) conoscenza di una Nazione, possibile solo se scandagliata nelle sue radici più profonde.

Ecco perché, come accennato in precedenza, il recupero dei paesi abbandonati diventa anche conveniente dal punto di vista economico: per poter intercettare questo nuovo trend turistico, mettendo a disposizione dei turisti di tutto il mondo delle strutture in grado di garantire un gradevole soggiorno anche in queste zone ormai spopolate.

Approfondimento sulla nuova tendenza turistica del 2019.

Turismo, ma non solo. Il riscatto delle piccole realtà abbandonate passa anche da un rinnovato interesse delle persone verso ciò che è genuino, naturale, semplice. Questa nuova attenzione verso la parte rurale (e più vera) del’Italia può rappresentare la chiave di volta per scardinare una situazione di “abbandono”, di incuria e di dimenticanza che ha colpito tanti paesini.

L’Italia del nuovo millennio può ripartire dal talento dei piccoli artigiani che, con il loro lavoro quotidiano, garantiscono un totale riscatto a zone che negli ultimi tempi sono state messe da parte. Ecco perché, come testimonia Altragamma dando spazio ai protagonisti del settore, diventa ancora più centrale il mondo dell’agricoltura.

Per concludere

“Finché c’è vita c’è speranza” dice un antico proverbio. Come sempre accade, il nostro inestimabile patrimonio composto da tradizioni, riti arcaici e sapienza d’altri tempi può aiutarci a salvare quanto di meraviglioso la nostra terra ha ancora da offrire. Gli eroi di questa enorme operazione di salvataggio saranno proprio coloro che vivono a stretto contatto con il territorio, con le mani affondate nella terra, in una sorta di simbolica (ma poderosa) manifestazione di volontà di salvaguardare ciò che siamo.

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