Azienda agricola Curcio, produzione di pasta e farina di grano siciliano di varietà Bidì

curcio storie di grani prodotti

Come abbiamo più volte ripetuto nel corso delle nostre interviste, i prodotti agricoli riescono più di qualunque altra cosa a raccontare un territorio. Attraverso il lavoro dei piccoli produttori, tutti noi abbiamo la straordinaria occasione di conoscere aspetti e tradizioni di un’infinità di luoghi, su e giù per lo Stivale. Un patrimonio culturale (ed anche economico) che mette in mostra tutta la qualità e la passione di ciò che viene chiamato Made in Italy.

Questa settimana ci siamo recati in Sicilia, precisamente a Palazzolo Acreide, un piccolo comune in provincia di Siracusa. Ci troviamo in una terra incantanta, una delle isole più belle e misteriose del mondo. Secoli di storia con dominazioni di greci, arabi, normanni, svevi, aragonesi, una vasta moltitudine di popoli e di culture, ognuna di esse colma di tradizioni e mitologie che si racchiudono oggi in un tutt’uno simboleggiato nella trinacria.

In questo “scenario magico” c’è chi lavora in maniera costante per mantenere vive le tradizioni, partendo dai prodotti della terra e in particolar modo da quello che possiamo considerare il “prodotto base” dell’agricoltura: il grano.

L’ospite di questa settimana è il signor Salvatore Curcio, titolare dell’azienda agricola omonima specializzata nella produzione di pasta e farina di grano siciliano di varietà Bidì. Siamo nel cuore della tradizione agricola, alla base del racconto del territorio siculo.

Con il signor Curcio abbiamo affrontato diversi temi nel corso dell’intervista che, nella sua interezza, rispecchia ancora una volta l’immenso amore che agricoltori e artigiani provano per la propria terra e la ferrea determinazione nel renderla sempre un punto di riferimento per l’intera Nazione, al di là di qualsivoglia innovazione tecnologica.

Buon viaggio alla scoperta dell’affascinante azienda agricola Curcio.

curcio storie di grani

  • Buongiorno signor Salvatore, grazie per aver accettato il nostro invito. Cosa può dirci in merito alla nascita della sua azienda?

La mia azienda viene tramandata da tre generazioni. Già mio nonno prima e mio papà dopo, hanno coltivato i terreni che adesso coltivo io. Sono cresciuto in campagna ed ho avuto la grande fortuna di poter studiare e laurearmi e riuscire a vedere il mondo da un altro punto di vista.

La mia piccola azienda agricola è nel mio DNA, e nonostante le tante esperienze di lavoro professionale fatte in giro per l’Italia, non ho mai spento la passione per la mia terra, e qualche anno fa ecco che decido di rivalutare i miei terreni in una nuova esperienza di vita e di lavoro.

  • Signor Salvatore Curcio, una domanda a bruciapelo che potrà sembrare banale ma che in realtà ci aiuta a entrare nella sua ottica aziendale: perché proprio il grano?

Il Grano è per me il vero simbolo della vita vissuta nella sua essenzialità.

Lo slogan del nostro primo spot pubblicitario recitava: “l’essenzialità del gusto nella perfezione di un chicco”. Pertanto, nel reimpostare alcuni aspetti della mia esistenza, alla soglia dei 40 anni, ho deciso di tornare a coltivare il grano antico della stessa varietà che coltivava mio nonno, tornandomi in mente i ricordi di quando da bambino mi nascondevo tra le alte e bionde spighe dei campi, e rivivendo gli intensi profumi del pane appena sfornato da mia mamma dal forno a legna che hanno segnato la mia infanzia.

  • Cosa può dirci del frumento bidì? Cominciamo dalla semina.

Il grano della varietà bidi’, predilige i terreni argillosi in alta collina con clima abbastanza secco e freddo di inverno. La semina viene fatta sui terreni precedentemente arati nei mesi estivi entro i primi 20 giorni del mese di novembre.

La scelta della giornata di semina dipende dal grado di imbibizione del suolo, in quanto i terreni argillosi sono molto sensibili alle lavorazioni meccaniche che, se fatte quando troppo inzuppati di acqua, possono compromettere il risultato della semina e quindi rendere quasi nulli i raccolti.

Una volta fatta una buona semina si è già a metà dell’opera. Il resto lo fa la natura durante i mesi che vanno da novembre a luglio dove attraverso la pioggia, il vento, e il sole, le spighe arrivano a maturazione e si compie il miracolo della natura.

semina grano

  • Per quel che riguarda invece la molitura?

Una volta che il mio grano viene raccolto, normalmente nella prima settimana di luglio, lo faccio riposare in sacconi di iuta senza utilizzare nessuna sostanza chimica come conservante. Dopo mi affido a molini terzi selezionati, dove faccio molire a pietra il mio grano dopo averlo comunque sottoposto a spinti processi di pulitura per eliminare tutte le impurità presenti ma anche tutti i semi delle erbe infestanti presenti insieme al grano che, se schiacciati in mezzo alla farina ne comprometterebbero il sapore ed il profumo autentico del grano.

Ricordo che il mio grano non subisce nessun trattamento di diserbo per cui le erbe spontanee popolano i miei campi insieme al grano e, se in fase di crescita sono un valore aggiunto perché conferiscono al chicco profumi ed aromi unici, in fase di molitura devo essere eliminati in quanto causerebbero quei retrogusti sgradevoli tipici di tante farine integre a cui non viene data la stessa cura della mia.

Dalla molitura a pietra si ottiene una farina definita “integra” cioè contenente tutte le parti del chicco di grano compreso il germe, parte contenente principi attivi importantissimi per la salute ed il benessere del nostro organismo.

  • Infine, qualche parola sulla trafilatura?

Trafilatura rigorosamente con trafile in bronzo per ottenere pasta ruvida e corposa e soprattutto essicazione lenta a bassa temperatura per mantenere inalterati i profumi e le caratteristiche nutrizionali del grano di origine.

  • Qualche parola in merito alla Pasta Curcio: quali sono le principali caratteristiche dl prodotto, ovvero quei punti di forza che gli permettono di distinguersi rispetto ai prodotti di aziende più conosciute come Barilla et similia?

La Pasta Curcio, come tutte le paste integrali artigianali, non può essere messa a confronto con paste industriali. Non è affatto un prodotto da mercato, è una storia di passione, una esperienza da provare che riporta indietro nel tempo chi decide di regalarsi un prodotto sano e etico sulla propria tavola.

È qualcosa di unico, in quanto realizzata solo con il grano che coltivo direttamente io nei miei campi, senza uso di nessuna sostanza chimica o conservante, con tutto l’amore che un padre può mettere nel portare un cibo sano sulla tavola dei propri figli. E poi ha tutta la bontà e salubrità di una pasta Integra, cioè con tutti i principi nutritivi e e le fibre del chicco di grano.

  • Uno dei vostri prodotti più interessanti è la cosiddetta pasta “pensieri in volo”, un nome poetico che (ne siamo certi) sottintende una serie di valori rappresentati dal suo lavoro. Cosa può dirci in merito?

Tutti i nomi della mia pasta sono un po’ poetici, anzi per ogni uno di essi esiste una poesia scritta direttamente da me. In pratica tutti i nomi li ho scelti personalmente io sulla base di ciò che mi ispirava l’osservarne la forma.

I “pensieri in volo”, sono dei piccoli rombi di pasta che hanno riportato la mia fantasia agli aquiloni con cui amavo giocare da piccolo e a cui affidavo i miei pensieri di bambino per farli volare alti. Ogni nome ha un suo significato.

L’unicità della Pasta Curcio sta nel fatto che dentro c’è una farina Integra proveniente dal grano di un’unica varietà, coltivato con amore nei miei campi di cui io stesso conosco la storia quasi chicco per chicco.

pasta curcio pensieri in volo

  • La sua azienda si trova nel comune di Palazzolo Acreide, un piccolo centro urbano in provincia di Siracusa. Quali sono, secondo lei, i valori del territorio che il suo lavoro rappresenta? In che modo l’azienda Curcio riesce a far emergere la propria “sicilianità”?

Nel lavoro dei contadini ci stanno un po’ tutti i grandi valori dell’esistenza umana. Un contadino sa amare la propria terra, la sa curare, la rispetta, e sa aspettare i tempi della natura vivendone appieno i ritmi e le influenze.

Ma più di tutti credo che il lavoro della terra metta in contatto l’essere umano con la vera profondità del creato in cui si trova immerso scoprendone tutte le sfaccettature che ogni mattina al risveglio ci fanno meravigliare nell’essere “vivi” con il creato stesso.

  • Una domanda non tanto all’uomo quanto all’imprenditore Curcio: quali sono le maggiori difficoltà per la gestione di un’azienda agricola?

Le difficoltà sono quelle di un mercato globalizzato che dà poco spazio alle piccole realtà e pertanto lo sforzo è grande nel ricercare gli spazi di ultra nicchia in cui è possibile raccontarsi e quindi vendere la propria “storia” e non il proprio “prodotto”.

integra di bidi

grano siciliano

pasta curcio sicilia

Un viaggio in Sicilia è sempre qualcosa di emozionante, ed è con questo sentimento di meraviglia che abbiamo avuto il piacere di presentarvi questa storia narrata attraverso la produzione di grano. Un ringraziamento particolare a Salvatore Curcio per la grande disponibilità avuta nei nostri riguardi.

Tutte le immagini presenti nell’intervista sono di proprietà dell’azienda agricola Curcio.

Tag:,

Post correlati

by
Post Precedente Post Successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

error: Content is protected !!