Cantina Martinelli: produrre il Vino, una passione di famiglia

cantina martinelli

Quando una passione unisce un’intera famiglia non ci sono confini che tengano. La storia della famiglia Martinelli è una di quelle che ti lasciano il segno, la prova ulteriore del fatto che certi lavori richiedono un grande spirito di sacrificio e un notevole amore. Ecco cosa rappresenta la Cantina Martinelli, la capacità di andare oltre le difficoltà e di restare uniti anche nei momenti più difficili.

All’interno dello splendido territorio del Trentino troviamo questa azienda agricola, un miscuglio di amore, competenze, esperienze, volontà. È la storia di una famiglia e, in particolar modo, di due fratelli che hanno deciso di seguire una tradizione secolare per trasportare l’attività della produzione di vino nel nuovo millennio.

I fratelli Martinelli hanno fatto tesoro delle loro tante esperienze all’estero. Alla fine sono tornati a occuparsi dell’azienda di famiglia. Andrea e Giulio Martinelli hanno avuto il merito di crederci sempre e di attingere quante più conoscenze nei loro viaggi in giro per il mondo, un enorme bagaglio di sapere da mettere al servizio della grande passione per il vino.

cantina martinelli vino

Altragamma, dopo aver conosciuto la realtà della Cantina Martinelli durante la Fiera dei Vignaioli Indipendenti del Fivi a Piacenza, ha deciso di scambiare quattro chiacchiere con il titolare Paolo Martinelli e con i suoi figli per far emergere quanta fatica, ma anche quanto amore, si celi dietro un lavoro del genere.

  • La storia della cantina Martinelli è variegata, fatta di tanti passaggi dolorosi e di grandi conquiste. Cos’ha significato per il signor Paolo (il proprietario) rinunciare alla distribuzione cinematografica e iniziare dai primi passi con il vino?

In realtà l’aver continuato a lavorare nel campo della distribuzione cinematografica per molti anni mi ha permesso di guadagnare abbastanza per mantenere ed investire nell’azienda. Quindi nessuna rinuncia ma piuttosto una grande gioia nel vedere rinascere un importante pezzo della storia della famiglia e del paese.

Fin da piccolo ho seguito le attività della campagna e la cantina e ne sono sempre stato appassionato. Grazie anche all’entusiasmo di mia moglie Elisa non abbiamo mai mollato l’idea di ricominciare a produrre vino e far ripartire l’Azienda. Con l’arrivo dei figli a Mezzocorona il sogno si è concretizzato.

  • Andrea Martinelli (figlio di Paolo) si è appassionato al vino con una serie di viaggi nelle cantine in giro per il mondo. Cosa hanno comportato queste esperienze all’estero per la propria formazione?

La fortuna di aver viaggiato e aver visto le diverse realtà e produzioni in tutto il mondo dalle principali regioni francesi a paesi come California, Sudafrica e Nuova Zelanda, mi ha dato la possibilità di carpire nuovi e vecchi stili di produzione in campagna e in cantina e studiare il funzionamento di differenti macchinari e tecnologie. Questo ha anche stimolato il mio palato e la mia visione del mondo del vino.

Senza dubbio però l’aver conosciuto colleghi di realtà simili alla mia mi ha molto aiutato a capire cosa avrei dovuto fare della mia cantina dal punto di vista pratico e dal punto di vista della passione e dell’amore che che le persone che ho conosciuto hanno per questo lavoro.

  • L’obiettivo dell’azienda Martinelli è quella di produrre un grande Teroldego, in una sorta di processo di rivalutazione che non comporta solo il vino in sé quanto il racconto di un intero territorio. Come mai questa scelta precisa?

La rivalutazione del Teroldego è legato imprescindibilmente al territorio Trentino. La nostra famiglia, da sempre legata a questo vitigno e territorio, ha subito la crisi del vino italiano costringendoci a conferire l’uva ad un’altra cantina. Il nostro sogno è quello di riportare il nostro Teroldego all’antico prestigio.

  • La zona di Mezzocorona sembra avere il profumo del vino già nel corso dei secoli. Come si riflette questo aspetto antropologico sul lavoro dell’azienda? Possiamo considerare la cantina Martinelli come una sorta di fiore all’occhiello delle tradizioni del Trentino?

Essendo la piana rotaliana una zona molto ricca di cantine storiche, l’amore per il Teroldego ci ha consentito di unirci e lavorare insieme nel corso dei secoli. Questo legame ci aiuta ancora oggi ogni giorno a condividere tecniche di lavorazione, esperienza e macchinari nella ricerca dell’eccellenza.

  • La cantina è di proprietà della famiglia Martinelli fin da metà Ottocento, con poi un’opera di modernizzazione iniziata con l’arrivo anche di Giulio Martinelli, il fratello di Andrea. Cosa lo ha spinto a entrare a far parte del business di famiglia?

Nel 2014 avevo appena finito un Master in Business Administration dopo la laurea in ingegneria civile e mi stavo guardando in giro per trovare un lavoro. Nel frattempo mi sono trasferito a Mezzocorona per dare una mano a mio fratello. In quel periodo abbiamo cominciato a mettere mano sulla barricaia – la più antica ed interessante parte delle Cantine.

Il lavoro li è stato appassionante – un misto di archeologia e ristrutturazione, di design di interni e tecnologia moderna. E anche molto faticoso e impegnativo. Avevo dedicato molto studio al cemento e le sue caratteristiche ed eccomi qui con la cazzuola in mano e la calce nei capelli! Da li ho capito non solo che l’Azienda meritava l’impegno di tutta la famiglia ma anche che sarebbe stato un lavoro entusiasmante e vario nel quale le mie capacità avrebbero trovato un valido impiego.

cantina martinelli bariccaia

  • Qualche parola sui metodi di produzione dell’azienda?

In Cantina seguiamo uno stile di vinificazione tradizionale dedicandoci con cura a ogni passaggio, dalla vendemmia alla cernita dell ‘uva. il nostro obiettivo è di lasciar esprimere le caratteristiche del vitigno nel vino ogni anno con le sue variabilità. Il minimo uso di prodotti enologici e la grande cura in campagna rendono il nostro Teroldego unico ogni anno.

Il lavoro sostenibile e la cura dell’ ambiente in ogni ambito ci aiuta nel nostro obiettivo: riportare il Teroldego al suo antico splendore. Tutti i nostri vini rossi passano almeno 16 mesi in legno e affinano in bottiglia per altri 6 mesi prima della commercializzazione. Il tempo da la possibilità ai nostri vini di esprimersi a fondo.

  • Quali sono stati, fino a questo momento, i vini prodotti dalla famiglia Martinelli che hanno riscontrato maggior successo?

Nei secoli scorsi oltre al Teroldego Riserva prodotto dall’azienda e conosciuto in tutta Italia, la cantina produceva molte varietà di vini dal Borgogna bianco e rosso, ai vitigni altoatesini Lagrein e Rullander.

Oggi l’azienda produce una piccola quantità di Teroldego Riserva, circa (1500btl) che hanno riscontrato grande apprezzamento dai consumatori. Il nostro Lagrein, uno dei pochi vecchi vitigni rimasti in Trentino, viene molto apprezzato anche dai colleghi altoatesini.

Ma è nel nostro Teroldego Classico che concentriamo tutti i nostri sforzi , e riscuotiamo le più grandi soddisfazioni. Ovunque andiamo in Italia e nel mondo ci viene riconosciuta la sua importanza e la sua qualità e ci da grande stimolo per continuare per questa strada.

  • Due fratelli uniti nel lavoro, con un progetto comune di spessore come quello di rimodernizzare l’azienda di famiglia per trasportarla nel XXI° secolo e renderla competitiva rispetto alla concorrenza. Quali sono state le difficoltà più grandi?

La zona di vinificazione della Cantina è rimasta chiusa per circa 25 anni, il suo restauro è stato doloroso e appassionante, l’attrezzatura di cantina, vecchia anche 200 anni è ormai obsoleta, quindi l’investimento iniziale è stato grande.

Ma l’ottima vigna e la struttura della cantina ci hanno permesso di ripartire con delle basi solide. Insieme riusciamo ad affrontare tutte queste sfide.

  • Quali sono i progetti in cantiere per il prossimo futuro dell’azienda?

Abbiamo molti progetti per il nostro futuro forse anche troppi… Dal punto di vista di produzione, abbiamo intenzione di aumentare la produzione di Teroldego aggiungendo un altro vigneto; abbiamo intrapreso una sfida sul Monte di Mezzocorona piantando vigneti resistenti che da quest’ anno dovrebbero entrare in produzione. Sempre sul Monte abbiamo avviato una coltivazione di piccoli frutti biodinamici.

C’è un progetto che prevede di utilizzare un vecchio vigneto di Chardonnay della zia per la produzione di un fantastico Trento Doc. Altro obiettivo è quello di restaurare le strutture dell’azienda che così diventerebbe anche agriturismo, prevedendo la messa a punto di circa 8 camere da letto e chissà forse un giorno anche un ristorante.

cantina martinelli vino teroldego

cantina martinelli trentino

Altragamma ringrazia la famiglia Martinelli per averci accompagnato in questa fantastica avventura a cavallo dei secoli, con una passione talmente forte da resistere allo scorrere del tempo e alle difficoltà gestionali.

Tutte le immagini inserite nell’articolo sono di proprietà della famiglia Martinelli.

Tag:, , ,

Post correlati

by
Post Precedente Post Successivo

Commenti

  1. Pingback: Altragamma ci ha intervistato! - Cantina A. Martinelli

  2. Pingback: Altragamma ci ha intervistato! - Cantina A. Martinelli 1860

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *