Tenuta del Conte: coltivare il Gaglioppo pensando alle emozioni che darà il Vino

La storia di un territorio si compone con i pezzi di passato delle persone che quel luogo lo hanno abitato, così il passato della fascia jonica del crotonese è intriso di memorie che affondano le proprie radici nella vita dei popoli che hanno abitato questi zone in epoca pre-cristiana. Coloni greci tra il VII e il VI secolo a.c. fondarono la città magno-greca di Krimisa dove ora sorge l’attuale Cirò Marina, e qui hanno lasciato segni indelebili. La vite è sicuramente il lascito più importante in un territorio fortemente vocato e che lentamente trova il suo spazio in un mercato sempre più attento alla qualità. Il vino per questa parte della fascia jonica è sempre stato un elemento caratterizzante e negli ultimi anni si vanno affermando piccole realtà che lentamente stanno portando avanti un’idea di vino legato più alla bottiglia che non alla vendita dello sfuso. Simbolo di questa viticoltura il caratteristico allevamento ad alberello: con una vite tenuta bassa per motivi che sono legati principalmente alla scarsa irrigazione e la bassa meccanicizzazione usata per la coltura della stessa.

Il vento batte leggero a ridosso della collina che a est guarda il mare. Il fresco profumo dello iodio cede leggeri sentori di salsedine che si depositano sulla vigna che in questo periodo riposa sotto un sole che non ha nulla di invernale. L’anno nuovo, il 2018, ci presenta giornate di un caldo fuori norma rispetto al periodo e questo inizio di gennaio richiama i colori di una precoce primavera.

In vigna si percepisce una tranquillità che da pace, una calma interlocutoria di un Gennaio appena iniziato in cui tutti siamo ancora storditi dalle giornate intense e di festa del periodo appena trascorso. Mariangela Parrilla ci accompagna orgogliosa in questo viaggio di scoperta che comprendiamo essere un viaggio verso il futuro. Questa è una terra complessa, e non mi riferisco certo alla composizione del suolo. La Calabria è sempre stata terra di approdo e di conquista, un luogo dove i problemi si sono innestati e sovrapposti nel tempo senza trovare una concreta via di soluzione. Credetemi, e lo dico essendo nato a pochi chilometri da qui, esiste davvero una possibilità di rinascita per una terra che tenta, attraverso l’impegno delle persone, di alzare la testa. La sento nella voce di questa produttrice quando parla dell’emozione che può portare il degustare un vino, quando ci spiega che la sua vita di vignaiola ruota intorno a un vitigno autoctono, il Gaglioppo, che racconta e porta con sé la storia di chi per la prima volta lo ha piantato, ormai secoli addietro, ma anche la bozza di un futuro nuovo.

Mariangela, che si occupa dell’azienda con il fratello Giuseppe, si è laureata in Giurisprudenza ma è stata conquistata dalla voglia di fare il vino, in questo ha trovato la forza per andare avanti rispetto ai dispiaceri della vita, una voglia nuova di emozionarsi, e maturato la convinzione che condividere questa passione con gli altri, attraverso la sua produzione, è il miglior modo per riscattare e far vivere il territorio. Il rapporto con gli altri produttori, in una terra poco proiettata alla cooperazione, è stata la molla che ha fatto scattare in lei la voglia di andare avanti. Questo dettaglio è stato quello che mi ha maggiormente colpito quando ho fatto la sua conoscenza, ricordo ancora l’emozione che mi ha trasmesso quando mi ha parlato di un altro produttore, Francesco De Franco della Cantina ‘A Vita, che l’ha aiutata a ripartire. Una sincera gratitudine verso quello che ben poteva essere un suo concorrente ma che si è dimostrato essere un suo amico. Con questo spirito è nato a Cirò Marina il gruppo dei Cirò Boys, piccoli produttori che si sono uniti per dare una voce comune, e anche fuori dal coro, ai vignaioli cirotani rispetto a una realtà ancorata a schemi del passato con solo pochi produttori illuminati.

Mariangela rappresenta l’anima pulsante di un progetto che ha messo da parte le difficoltà legate all’essere una donna: “quando dico che mi occupo della vigna, qualcuno è scettico e nei suoi occhi, più che nelle parole, percepisco tutto lo stupore” ci dice mentre camminiamo lungo i filari della vigna e poi aggiunge: “far passare che una donna (na fimmina) possa occuparsi della terra non è stato facile, soprattutto a Cirò dove la cultura del vino è millenaria”. Ma sembra che la sua sfida, la prima, l’abbia vinta. S’inganna chi pensa che qui il ruolo della donna sia solo marginale e di riflesso a quello dell’uomo. Il suo ruolo è sempre stato di primaria importanza nella società meridionale e particolarmente in quella calabrese. In questi territori, come in tante altre parti della Calabria, la donna ha sempre avuto un ruolo centrale. Durante le emigrazioni di massa spesso è capitato che, con il marito lontano, a occuparsi della terra sia stata proprio la moglie dell’emigrante. Grande ruolo hanno avuto, poi, nella coltivazione delle campagne le braccianti che in gruppo partivano ed erano impiegate nelle mietiture. Questi sono solo alcuni dei tanti esempi possibili in una società, nei fatti, a trazione femminile. Mariangela rappresenta il nuovo in questo contesto, fiera innovatrice del ruolo femminile che un tempo vedeva la donna tanto forte quanto cauta nel fare propaganda del suo lavoro sul campo.

Il nostro viaggio di riscoperta del Gaglioppo, iniziato con la degustazione del Cirò Rosso Dalla Terra, durante il mercato dei Vini dei Vignaioli Indipendenti di Piacenza a fine Novembre, continua qui in questa parte di Calabria dove questo vitigno esprime le sue caratteristiche peculiari. Mentre in macchina ci muoviamo verso un altro appezzamento – la cantina Tenuta del Conte è il risultato di aggregazioni di piccoli appezzamenti acquistati nel corso degli anni da papà Francesco – parliamo con Mariangela dei “sentori” di questo rosso.

Concordiamo sul fatto che i sentori del vino possono essere assimilati agli elementi di un paesaggio, la bellezza del quale dipende in larga parte dagli occhi e dalla sensibilità di chi guarda. Come il paesaggio, però, anche il vino ha elementi che possiamo definire oggettivi e attengono alle particolarità di un sentore che solo in un dato vino puoi trovare. La curiosità di degustare il vino di Tenuta del Conte aumenta man mano che percorriamo le campagne prima di andare in cantina. La nostra attenzione è catturata dalla bellezza delle vigne che costeggiano lo Jonio. Il classico alberello, con le sue braccia forti, osserva orgoglioso il mare che con inusuale calma si gode gli ultimi momenti di luce.

Arrivati in cantina, un luogo semplice ma accogliente, Mariangela ci accompagna nella degustazione dei suoi vini. Si parte con il Cirò Rosato, annata 2015, ottenuto dalla vinificazione del Gaglioppo in fermentazione spontanea con lieviti indigeni. Un vino affinato in acciaio dal caratteristico colore rosso con sfumature che tendono al mattone, con sentori di fiori e spezie che riportano al sambuco.

In anteprima degustiamo il Bianco annata 2015, non ancora arrivato in bottiglia. Questo bianco, ottenuto da uve Greco Bianco, si presenta con un colore giallo paglierino intenso e i suoi sentori sono una scoperta per il palato. Chiudendo gli occhi non possiamo non sentire i profumi del mare e la dolce brezza della salsedine, con una nota che rimanda all’erba umida tipica del sottobosco di eucalipto tipico della zona. Un esperimento portato avanti da Mariangela, che ci sentiamo di dire riuscitissimo. Le chiedo il nome di questo Cirò Bianco e sorridendo ci dice che ancora un nome non lo ha deciso, forse lo potrebbe chiamare Senza Schema trattandosi di un vino fuori dal comune e nuovo, un po’ come il nome del suo rosso assaggiato a Piacenza, il suo Dalla Terra.

Ancora emozionati per essere stati testimoni della prima uscita di questa sua nuova creatura, ci lanciamo verso un altro gioiello: il Cirò Rosso Classico Doc. In quest’etichetta, il Gaglioppo esprime tutta la sua personalità in un vino di struttura dal colore rosso rubino, con sentori che rimandano a profumi floreali e di liquirizia e con un’acidità presente ma mai aggressiva che avvolge il palato. Visitare Tenuta del Conte, vigna e cantina, è stato un viaggio avvincente alla scoperta di un territorio meraviglioso che trova espressione in vini che, con la loro personalità, rappresentano davvero un unicum destinato a fare di questa zona una meta da non perdere.

Grazie Mariangela, grazie Giuseppe, grazie Tenuta del Conte, grazie Cirò Marina!

 

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info@tenutadelconte.it

www.tenutadelconte.it

 

 

 

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