Vignaioli Indipendenti: le persone sono al centro per valorizzare il territorio

Cercheremo di raccontarvi, com’è nel nostro stile, storie autentiche di piccoli produttori. Questo era l’auspicio che avevamo fatto a noi stessi, piccola entità che vuole raccontare il territorio da una posizione altra, alla vigilia del nostro viaggio a Piacenza. Un doppio viaggio, fisico ed emozionale, perché le vicende, si tratta di storie uniche, dei Vignaioli sono capolavori in un’esistenza donata alla produzione del prodotto identitario per eccellenza, il vino.

  

Così il vino, da semplice prodotto, si trasforma in narrazione del territorio, con uomini che inseguono i loro sogni verso un infinito che assomiglia sempre più alla vita di noi tutti, almeno quella a cui vorremmo tendere. E sono questi vignaioli, che in un itinerario ideale descrivono da dietro i loro stand, tutti uguali per non confondere la storia con lo storytelling ideato dal marketing, le loro creature che nulla sono se non la concretizzazione di una vita dedicata al progetto che meglio si coniuga con il territorio di appartenenza.

  

L’idea dell’Italia dei campanili, datata e ormai stanca, passa il testimone all’Italia dei vini, che portano con se anche quei campanili. Un progetto, quello della Federazione dei Vignaioli Indipendenti, che qualcuno ha paragonato a un miracolo. Senza voler giudicare le altrui valutazioni, qui di miracolo c’è poco se non il risultato, quello si che ha del miracoloso, perché siamo convinti che le 15.000 presenze di quest’anno – 6.000 in più dell’anno scorso – siano il frutto del duro lavoro di persone che ogni giorno mettono le mani nella terra. Questo, lo diciamo con la modestia di chi ha partecipato per la prima volta a questo evento, è l’unico modo per non dimenticare di prestare la massima attenzione verso quelle piccole realtà produttive che ogni giorno si impegnano per salvaguardare la loro produzione, e che spesso sono vessate da un carico burocratico abnorme e insostenibile.

Una delle cifre che ci ha maggiormente colpito è la presenza di vignaioli giovani, ragazzi che hanno scelto di dedicarsi al mondo del vino percorrendo la strada della formazione e della specializzazione. Questo fa sperare in un futuro migliore per tutto il comparto agricolo. Sarebbe meraviglioso far incontrare questi giovani, ai tanti che immaginano un futuro difficile dal punto di vista lavorativo, la loro grinta sarebbe un attivatore positivo per tutti.

Ringrazio di cuore tutti i produttori che in queste due giornate ci hanno accolto nei loro stand e donato il loro tempo e la loro esperienza, perché nei loro occhi abbiamo colto la possibilità di credere ancora che tutto è possibile se si ha passione. A presto!

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