Agrinaviglio, un modello di agricoltura sostenibile

Rapporto con la terra, passione, sogno, ritorno, le parole che descrivono meglio l’esperienza di Monica D’Alfonso e della sua Agrinaviglio.

Biologa con il pallino della sostenibilità sociale e ambientale, Monica si dedica con passione al suo lavoro che la porta a esplorare diverse zone del globo; in Asia, nello specifico in Cina,  vive per oltre dodici anni e grazie al lavoro sul campo, ne esplora gli angoli più remoti. Ci racconta di una vita passata, dove riesce a dar sfogo alla sua grande passione portando avanti progetti di cooperazione internazionale con al centro la sostenibilità.  

Il contatto con le persone e con le diverse realtà dei territori, fanno maturare in lei la convinzione che il vero cambiamento può avvenire unicamente “dal basso” e, quando la sua vita sembra farsi più frenetica e la terra di origine sempre più distante, comincia a meditare un suo ritorno per ripartire proprio da quest’ultima, per fare una sua “rivoluzione”.  “Sii il cambiamento che vuoi vedere nel mondo”, ci dice citando una frase di Gandhi. Il cambiamento a cui tende Monica è quello di un’umanità ritrovata, che mette al centro una gestione sostenibile del territorio e delle risorse, che fa della sicurezza alimentare e del rispetto dell’ambiente una priorità, senza dimenticare l’inclusione sociale.

La forza dell’incoscienza la fa ripartire da capo, la voglia di ridare vigore a un sogno, un modo di essere quasi sottaciuto, torna vigorosa a battere nel petto. E’ il momento di fare la sua rivoluzione! Per farla, sceglie un luogo che conosce bene: ad Abbiategrasso (Mi), all’interno del Parco del Ticino, in un’area di oltre 12 ettari direttamente affacciata sull’Alzaia del Naviglio Grande, proprio vicino al centro ippico Grifone che ha frequentato assiduamente anni prima. La voce si mischia con l’emozione mentre ricorda i suoi vecchi amici. Uno in particolare, Ungaro, il vecchio cavallo della scuola di equitazione: lo ha tenuto con sé per tanti anni, quasi 40, un record di longevità per un cavallo.

 

Molla tutto, il lavoro e la carriera, per dedicarsi, anima e corpo, al progetto Agrinaviglio, una creatura che non esisteva ancora ma che la sua mente dipingeva già nei particolari. Per Monica, Agrinaviglio è il borgo dei sensi e del tempo ritrovato: “Ho immaginato uno spazio attivo e di inclusione sociale, una sorta di “hub” aperto alla comunità, dove far confluire tanti interessi diversi e allo stesso tempo collegati dal filo conduttore della sostenibilità: aperto a scolaresche, appassionati ed esperti, dove poter trovare prodotti genuini, strutture e laboratori didattici per un coinvolgimento attivo, ma anche spunti e attività ricreative per un tempo libero sano”. E così comincia la storia di Agrinaviglio 

I primi lavori: due anni per mettere a posto il terreno per poter così avviare le prime coltivazioni di frutta e verdura, mantenendo intatto il prato stabile per la produzione di un ottimo fieno. Parallelamente, procede con l’aiuto di tecnici ed esperti alla redazione dei documenti di progetto che saranno presentati alle Amministrazioni e che occorreranno per realizzare le strutture fisse dell’azienda agricola.

 

Crea percorsi didattici, all’interno dei quali si recuperano specie autoctone e antiche, che puntano al recupero della biodiversità. Con il coinvolgimento di esperti ed appassionati, sono partiti i primi corsi sia su pratiche agricole (come la potatura di alberi da frutto e giardinaggio e l’orticoltura) che su pratiche sostenibili (come il riciclo creativo). In Agrinaviglio le buone pratiche di sostenibilità vengono messe a disposizione di altri affinché le possano riprodurre. Elemento imprescindibile diviene la tecnica degli orti sinergici con l’obiettivo di creare un ecosistema di produzione dal basso ispirato alla natura, con tecniche rispettose delle risorse che questa offre.

Gli alberi da frutto presenti trovano una nuova vita e di nuovi ne vengono piantati per offrire una frutta sempre fresca e, soprattutto, di stagione. Per facilitare il riconoscimento delle piante viene realizzato un libretto contenente note e curiosità sui diversi tipi di frutta coltivati e vengono appese ad ogni albero delle etichette personalizzate.

Chiediamo se vengono usati antiparassitari di sintesi?  Nemmeno a dirlo. In Agrinaviglio vengono utilizzati metodi naturali, come ad esempio il macerato di ortica, prodotto edibile raccolto all’interno della stessa azienda; insetti come le coccinelle, e uccellini come le cince che sono formidabili “antiparassitari naturali”; per questo motivo passeggiando in Agrinaviglio potrai trovare delle apposite mangiatoie per uccelli e a breve anche un “bugs hotel” (struttura per attirare gli insetti utili). Certo non c’è ancora un riconoscimento di produzione biologica, ma quella è  storia di certificati e qui si preferisce per ora dedicarsi a un biologico di fatto.

Oggi non esiste ancora una struttura commerciale e i prodotti sono venduti a km0 o in selezionati contesti tipo mercato dei contadini. Nella bella stagione, dato l’affaccio diretto sull’Alzaia del Naviglio Grande, viene creata una zona relax che diviene punto di sosta dei viandanti e un’area degustazione e vendita dei prodotti degli orti e del frutteto. Oltre al km0, Agrinaviglio offre l’esperienza di vendita a “cm zero”, dedicata a coloro che vogliono ritrovare un contatto con la natura: una serie di cestini sono a disposizione di chi vuol raccogliere i frutti della terra direttamente dalla pianta; una volta terminata la raccolta si passa alla pesatura e ognuno può portare in tavola il quel che ha colto!

 .                

Tra i prodotti, qual è oggi il fiore all’occhiello di Agrinaviglio? Sicuramente i mirtilli, la cui raccolta diviene una vera e propria festa da fine giugno ad agosto.

E proprio l’intento di ampliare questa coltivazione, oltre a voler ristrutturare la stalla e metter su l’opificio che consentirà ad Agrinaviglio di trasformare le eccedenze in marmellate, succhi e per produrre farine, l’ha spinta a ideare una campagna di crowfunding (Link) lanciata sulla piattaforma Produzioni dal basso (produzionidalbasso.com). “Ho scelto il crowdfunding perché penso che il mio progetto abbia un alto valore sociale, in questo modo può essere finanziato da persone che credono in questa scommessa e soprattutto da chi ne condivide la visione”. Le ricompense previste dalla campagna consistono in prodotti del frutteto, degli orti ed erbe aromatiche (opzione raccolto)  a cui si aggiunge, l’opzione sporchiamoci le mani, che offre l’occasione di coltivare un fazzoletto di terreno ad orto con il supporto del tutor di Agrinaviglio, oltre la partecipazione gratuita alle attività didattiche e di affiancamento.

In diversi hanno deciso di sostenere il progetto oltre che con una partecipazione finanziaria anche con un contributo attivo: dall’acquisto di prodotti, alla partecipazione ai corsi, al coinvolgimento in alcune attività: Proprio in questi giorni, un gruppo di esperti veterinari e geologi hanno messo a disposizione la propria expertise per studiare una soluzione etica per il controllo delle nutrie; questo potrà evitare la compromissione e salvaguardia dei percorsi idrici, quali ad esempio le rogge per l’irrigazione dei terreni.

 

Agrinaviglio è anche fortemente impegnata a favore dell’inclusione sociale: “Proponiamo la coltivazione di un proprio orto a ragazzi rifugiati. Imparano un mestiere e hanno la possibilità di vendere quello che hanno prodotto” ci racconta Monica.

Come un fiume in piena, Monica tira fuori altri progetti per il futuro: dalla coltivazione della canapa per la produzione locale di farina e olio (ricco in omega3), all’asilo nel bosco, ed anche il progetto di realizzazione di uno spazio in cui ospitare aule didattiche che accompagnano il visitatore alla scoperta di tutta la filiera della produzione agricola così come intesa in Agrinaviglio; spazio che potrà essere anche dedicato alla condivisione di  progetti che parlano di sostenibilità e territorio: “potrebbe essere uno spazio all’interno del quale ospitare giornate di studio, presentazioni di progetti che hanno a che fare con la sostenibilità e che vedono impegnati piccole realtà. Uno spazio per farsi conoscere e perché no dal quale cominciare la propria avventura”. L’Agrinaviglio del futuro come sviluppatore di reti che insieme rinsaldano un panorama di piccole esperienze. Capofila di una realtà che prende forma e da vita ad un modo di produrre responsabile e vicino alle persone.

La sua voce è ferma e pensando ad Agrinaviglio, ci sentiamo a casa. Siamo convinti che la vittoria di Monica, perché la diamo per certa, sarà una vittoria per tutti coloro che hanno a cuore la natura e la sostenibilità e ci piace chiudere con una sua frase: “vorrei insegnare, a quelli che saranno gli uomini di domani, a stare in armonia con la natura!”. E saranno certamente uomini migliori!

 

Grazie Monica, grazie Agrinaviglio, grazie Abbiategrasso!

 

Per contatti, per aggiornamenti o per prenotare una visita: Contatto Agrinaviglio

 

Post correlati

by
Post Precedente Post Successivo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *